Allora, sentiamo un po' questa. A Lecco torna il “Latin Fitness Party” con “balli scatenati” e “tanta energia”. Suona divertentissimo, vero? Quasi quanto guardare la vernice che si asciuga. Leggo che l'evento celebra i suoi 10 anni di attività. Dieci anni. Un decennio in cui la gente si convince che dimenarsi a ritmo di musica latina sia un sostituto valido per un programma di allenamento serio. Ammirevole, in un certo senso.
L'organizzatrice, Anna Sacco, dice che al centro di tutto ci sono “la condivisione, l’energia positiva e il piacere di muoversi insieme, senza competizione, ma con un unico obiettivo: fare festa!” Ah, ecco. Almeno siamo onesti. L'obiettivo non è diventare più forte, più resistente o migliorare la tua composizione corporea. L'obiettivo è fare festa. Magnifico. Allora perché chiamarlo “Fitness Party”? Chiamatelo per quello che è - un'occasione per sudare un po' prima dell'aperitivo.
Un pomeriggio di ballo o un vero allenamento?
Non fraintendermi. Muovere il corpo è sempre meglio che stare spaparanzato sul divano. Ma analizziamo la cosa con un minimo di lucidità, ti va? L'evento dura dalle 14:00 alle 17:30. Tre ore e mezza. In queste tre ore e mezza, pensi davvero di seguire un principio di sovraccarico progressivo? Pensi di stimolare l'ipertrofia muscolare? O stai solo saltellando in giro cercando di copiare le mosse dei “professionisti ballerini” Jonathan Das e Gabriel Ramirez?
Con tutto il rispetto per questi due ospiti d'eccezione, essere un ballerino professionista è una cosa. Essere un coach che progetta un allenamento efficace e sicuro è un'altra. L'articolo de LeccoToday parla di un'esperienza “aperta a tutti”. E questo è il nocciolo del problema.

