Ma stiamo scherzando? Finalmente.
Oh, ma guarda un po'. Stamattina mi imbatto in un titolo di DiLei e quasi mi va di traverso il caffè shakerato con proteine. Una certa Maria Sole Barbieri sentenzia: “Per cambiare servono allenamento e nutrizione. Il resto è rumore”. Ma va? Sul serio? Ci voleva una personal trainer con un'azienda da 3 milioni per arrivare a questa conclusione sconvolgente? Fantastico. La prossima notizia bomba sarà che per idratarsi bisogna bere acqua.
Okay, smetto di fare la spiritosa. O forse no. Perché la verità, mio caro atleta incompreso, è che c'è un intero universo di persone che ha un disperato bisogno di sentirselo dire, ancora e ancora. Quel "rumore" di cui parla la Barbieri è il mio nemico giurato. È fatto di tè detox, diete del minestrone, fasce vibranti che promettono addominali da statua greca mentre tu stai spalmato sul divano. È quel frastuono assordante di scorciatoie e fumo negli occhi che ti tiene esattamente dove sei - al punto di partenza. Sempre.
Da un infortunio a un'azienda da 3 milioni. E la tua scusa qual è?
La cosa che mi fa quasi sorridere, però, è la storia di questa donna. Da tennista agonista a fondatrice di un impero digitale dopo un "grave infortunio". E qui casca l'asino. Quanti di voi usano un dolorino, un'unghia incarnita, un ricordo lontano di una distorsione del liceo come scusa a vita per non muovere più un muscolo? "Ah, non posso, sai, ho quel problemino al ginocchio dal '98...". Patetico.
Lei no. Invece di piangersi addosso, ha trasformato uno stop forzato nel suo trampolino di lancio. Ha studiato biomeccanica, fisiologia, tecniche di allenamento. Ha trasformato un disastro annunciato in un'opportunità, costruendo la sua strada con competenza, non con slogan da quattro soldi. E tu? Stai ancora aspettando la motivazione dal cielo?

