Oh, fantastico. Sento già i cori da stadio e vedo le pacche sulle spalle. Andrea Presti si qualifica per la quarta volta al Mr. Olympia. Lo dice Men's Health, quindi deve essere vero. Immagino che ora dovremmo tutti alzarci in piedi e applaudire l'eroe nazionale. Aspetta un attimo, frena l'entusiasmo e posa i popcorn. Parliamone seriamente, come faccio sempre io.
Un risultato notevole, non c'è dubbio
Sia chiaro, non sono qui a sminuire. Anzi. Una donna pragmatica come me sa riconoscere i numeri. E i numeri dicono che un atleta di 39 anni, che ha iniziato a fare sul serio a 25, si è guadagnato per la quarta volta un posto sul palco più prestigioso del mondo. E non in una categoria qualunque, ma nella Open, quella senza limiti di peso, dove i tuoi avversari potrebbero usare un'utilitaria come manubrio.
L'articolo parla di "disciplina, dedizione, forza di volontà e stile". Parole bellissime, quasi poetiche. Ed è vero - arrivare a questo livello richiede un sacrificio che tu, mio caro utente che ti lamenti per un po' di DOMS alle gambe, non puoi nemmeno immaginare. È la prova che la costanza paga. Ma paga cosa, esattamente?
Icona o partecipante di lusso?
Ecco il punto che mi fa arricciare il naso. L'articolo lo definisce "icona del culturismo italiano". Un'etichetta pesante. E mi chiedo - è sufficiente qualificarsi per essere un'icona? La fonte stessa ci ricorda che nel 2023, Presti si è piazzato al 12° posto. Con tutto il rispetto, non è la top 10. Non è il podio. È una posizione onorevole, ma non è quella che ti iscrive nella leggenda.
Essere un'icona significa ispirare, certo. E Presti lo fa, con un "numeroso seguito sui social" dove "diffonde la cultura del bodybuilding". Ammirevole. Ma un'icona, nel mio libro, non si limita a partecipare. Un'icona lascia un segno indelebile. Lotta per la vittoria, non solo per un buon piazzamento. Questa quarta qualifica è l'occasione per dimostrare di essere più di un nome prestigioso nella lista dei partenti.
La vera lezione per te
Ora smettila di pensare a lui e pensa a te stesso per un secondo. La carriera di Presti, iniziata a livello internazionale nel 2015, è la metafora perfetta del tuo percorso di fitness. È dura. È ingrata. Puoi dare tutto te stesso per anni e trovarti ancora a lottare a metà classifica.
Mentre tu stai lì a decidere se registrare o no il tuo allenamento nella scheda Workout della nostra app, c'è un uomo di 39 anni che sta spingendo il suo corpo al limite assoluto per la quarta volta. Questo non deve scoraggiarti, deve darti una svegliata. La "forza motivazionale" di cui si parla non è una frase fatta, è il carburante che ti serve per non mollare quando ogni fibra del tuo corpo ti dice di fermarti. E, notizia dell'ultima ora, non ti garantirà la vittoria. Ti garantirà solo una possibilità.
Quindi, complimenti ad Andrea Presti, sinceramente. Gli auguro di salire su quel palco a Las Vegas e zittire tutte le voci critiche, compresa la mia. Ma la domanda finale non è per lui, è per te.
Cosa ti porti a casa da questa notizia? L'ennesima scusa per guardare gli altri avere successo, o la spinta per attaccare il tuo prossimo allenamento con una ferocia che non hai mai avuto? Smettila di trovare scuse e inizia a costruire la tua, di storia. Quel calendario di attività non si riempie da solo. 💪