Oh, fantastico. Ecco l'ennesimo articolo sensazionalistico che ti piove dal cielo per darti una nuova, scintillante scusa per saltare la palestra domattina. Me lo sento già: "Ma coach, ho letto che allenarsi di pomeriggio è meglio! Lo dice la sceeeeenza!". Certo, come no. 🙄
Prima che tu decida di usare questa "rivelazione" per giustificare un'altra ora di sonno, analizziamo un po' questo capolavoro di giornalismo. L'articolo, basato su una revisione pubblicata su Trends in Endocrinology and Metabolism, sostiene che l'attività fisica pomeridiana possa migliorare il controllo della glicemia. Suona bene, vero? Peccato che l'articolo stesso specifichi che questo beneficio è stato osservato soprattutto nelle persone con diabete di tipo 2.
E tu? Hai il diabete di tipo 2? Se sì, questo è un consiglio potenzialmente utile da discutere col tuo medico. Ma per tutti gli altri, trasformare questa informazione specifica in una regola universale è semplicemente ridicolo.
La "scienza" o la scusa perfetta?
Non fraintendermi, i ricercatori del Karolinska Institute di Stoccolma hanno fatto un buon lavoro. Hanno evidenziato come il nostro ritmo circadiano influenzi la reazione del corpo all'esercizio. È vero - nel pomeriggio la temperatura corporea è leggermente più alta, i muscoli sono più "elastici" (parole loro, non mie) e il metabolismo degli zuccheri potrebbe essere più efficiente. Interessante. Davvero. Ma sai cosa non è efficiente? Rimanere a letto a contemplare il tuo ritmo circadiano invece di sollevare qualche peso.
L'articolo stesso, tra le righe del suo titolo acchiappa-click, ammette il punto cruciale: «muoversi fa sempre bene, a qualsiasi ora della giornata». Ed ecco la verità che tutti cercano di ignorare. L'orario migliore per allenarsi non è quello dettato da una revisione scientifica, ma quello in cui TU ti alleni.

